Si eh?
ti piacerebbe. Gli open bar non esistono, e se esistono non invitano di certi i barboni come me.

Sarebbe troppo facile anche quest'anno fare l'anticonformista trasformato da conformista e parlare male del fuori salone, anche perché, vi dirò la verità. Ultimamente non mi dispiace.
Basta evitare di andare in via Tortona, sennò finisce sempre che cammini senza mèta e ti viene sete, e compri la birra del cinese sotto le Gitane Bistrot.
Sempre se non sei riuscito a scroccare eh.
Un vero scroccatore, di quelli allenati, per principio, sta settimana non esce un euro manco se si trova davanti Totò Riina.

Stasera quindi ho deciso:si sta a casa. Massi dai.

Forse sarebbe stato meglio prendermi 2 dita negli occhi mentre aspettavo fuori dallo store di Vivienne Westwood in attesa del mio momento di gloria in cui potevo finalmente bere lo spritzetto gratis e avere una manciata di noccioline condite da un selfie instore con i poveri dietro in fila, mentre per un attimo dimenticavo che al loro posto, 5 minuti fa, c'ero io.

Perché? Sliding doors.

Sto a casa e mi imbatto in youtube. Video consigliati: INCHIESTA DE LE IENE.

Come sempre, sono stato restio al farmi abbindolare dalla combo - inchiesta + proprietà intellettuale gruppo Finivest -, ma stavolta, forse perché mi è apparso in sogno San Tommaso, ho cliccato play.

Con sommo stupore ho visto che, fedeli alla linea intellettuale del padrone, come accade dal 1994 in Forza Italia, non è cambiato nulla. Sorrisi falsi, gag da villaggio Alpitour abbinate a momenti di serietà in stile - grandi idee in saldo per il popolino- parliamo masticabile.
Proprio come quando Silvio, dopo averci rinfrescato le idee sulla possibile minaccia comunista, (suscitando indignazione, vero e unico oppio del popolo televisivo del 21esimo secolo - è l'ansia la merce che si vende meglio -, mia autocit. preferita), ci raccontava una barzelletta o simpatici aneddoti dei tempi in cui cantava sulle navi.

Il format è quello. Lo share va a gonfie vele, così come il progetto di rincoglionimento di massa del popolo del Belpaese.
Solo che di tanto in tanto, per dare una idea di rinnovamento, si cambiano le facce dei presentatori.
Come quando apri la finestra di camera tua a gennaio per far uscire la puzza. Nel mentre vai a farti un the e torni nella stanza.
L'aria fredda ti illude, sembra che la puzza sia svanita, invece le narici, un attimo congestionate a causa del freddo, riprendono a funzionare, e senti di nuovo puzza di merda finché non scopri di esserti cagato addosso.

È infatti sparito Brignano, il grande colpo di mercato delle ultime edizioni, questo miracolato e nonplusultra in quanto a insopportabilità, col suo piglio moralista e quelle.lunghe e insopportabili paternali linkate ad una ironia e comicità da sbirro amico di quartiere, severo ma accondiscendente, con quel celato e tagliente savoir-faire tipico della satira Plautiana  "AO I POLITICI CE MAGNANO TUTTO",  nascosto dalle risatine compiaciute per la propria battutina ad effetto che sono patetiche quanto un cartello con scritto "Per piacere, ridete spontaneamente".

Pensavo fosse difficile rimpiazzare un comico così. Ci ho visto lungo.

Le risate hanno lasciato il passo a qualcosa di malleabile e mai scomodo, un po' come Dudù : Nicola Savino.
Personaggio che si sarebbe integrato perfettamente nel Canto terzo dell'Inferno dantesco, luogo adatto agli 'uomini' che la misericordia divina sottrae all'Inferno quanto la giustizia li esclude dal Paradiso.
Mai una parola fuori posto, un vaffanculo accidentale o anche solo il barlume di una idea che si discosti dai diktat imposti da Piersilvio e dalla linea editoriale di Davide Parenti.
Però, pensateci bene, è il personaggio giusto per un programma finalizzato alle finte inchieste rivolte al popolino medio, intramezzate dall'humor in dialetto pugliese e dai rutti di Pio e Amedeo. L'essersi fatto una reputazione imitando Galeazzi alla Radio ti proietta di diritto nel mondo della TV verità, quella che non guarda in faccia nessuno.



Certo, la Tv Verità.
Facendo un piccolo check dei vari filmati, possiamo vedere come questi siano tra loro tutti uguali. la formula è la stessa, squadra che vince non si cambia. Cambiano solo i protagonisti. Si va dal mago truffatore a chi offre lavoro in cambio di sesso, da qualcuno che si droga, allo smerdare il politico ignorante (con particolare attenzione a non pestare i piedi a quelli della fazione di chi elargisce lo stipendio), intervallando momenti di risa e sdegno con l'immancabile SCOOP di ogni settimana, che tendenzialmente coincide con la battaglia per il popolino che il programma sta portando avanti.

Tra tutti, ricordiamo il caso Stamina, vero capolavoro.

Dopo aver «pubblicizzato e dato luce» all’imbroglio di Stamina, coinvolgendo pazienti con gravi patologie neurodegenerative, il programma di Davide Parenti si è lanciato nell’esplorazione di tutte le possibili operazioni di disinformazione ai danni dei malati che fossero mediaticamente appetibili. Occorre una buona dose di malvagità, malevolenza, narcisismo, assenza di vergogna, etc. per perseguire così insistentemente nell’opera di aggravare le sofferenze altrui. E’ per questo, anche, che non troviamo argomenti validi per evitare di sollevare un problema che in MediaseRt hanno già provato a far passare, cosa che non è, come la richiesta di un bavaglio alla loro libertà di espressione, gettando benzina sul fuoco della sofferenza causata da gravissime malattie, per generare conflitti tra malati, scienziati, medici e politici. In sostanza, tra scienza e società. Il tutto con la possibilità di spremere audience usando Stamina, dando una serie di giustificazioni arroganti e ulteriormente fuorvianti alle richieste di spiegazioni per aver fatto da megafono a un procedimento che è oggetto di un dibattimento processuale per una serie di gravi reati.. 


Infatti, adagiati su rendite personali ben più consistenti di quelli di insegnanti e ricercatori, non pochi pseudogiornalisti scientifici o «racconta-storie» in questo Paese possono pontificare senza sapere e capire alcunché di ciò di cui parlano, facendo leva sull'ignoranza altrui, grave handicap che in tempi di democrazia pesa parecchio, anche perchè, purtroppo, sotto i servizi, la AgCom non si premura di far obbligare ad apporre: «Attenzione - in questo programma si parla a vanvera e anche pericolosamente, senza prova alcuna di ciò che si trasmette».

Il perchè queste battaglie attecchiscono sul popolino che ci ha messo nelle mani di uno che sa solo dire - ROSICA!- ed un ex venditore di patatine allo stadio, è pienamente rappresentato in un estratto di un pensiero di quasi 150 anni fa: -  Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L'adorazione delle apparenze si paga. (da Frammenti di diario intimo 12 giugno 1871).

Finito il video, sono rimasto con una sola domanda, come fa un proclamatore di cazzate a vestire i panni dello smascheratore di teorie scientifiche e credere così tanto in quello che fa?
Come è possibile ergersi a paladini di una Italia migliore senza pestare mai i piedi ai propri padroni ed al Cavaliere Nero?

Non riuscivo a darmi una risposta, ma alla fine l'ho trovata. E' la convenienza.

La stessa di mio zio Michele, che da sempre lotta per il diritto di girare in macchina per Milano perchè lui paga il bollo e l'assicurazione, e allora vaffanculo ai pedoni, fino a quanto non ha comprato un bar vicino via Tortona e anche quest'anno, col fuorisalone e le birre di merda, i soldi dell'affitto li porta a casa.

- La lotta per il possesso delle menti, in America, dovrà essere combattuta in una videoarena, col videodrome. Lo schermo televisivo, ormai, è il vero unico occhio dell'uomo. Ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano. Ne consegue che quello che appare sul nostro schermo televisivo emerge come una cruda esperienza per noi che guardiamo. Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione. (Brian O'Blivion) -
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